Juglans Regia, ‘o noce e Benevient’

Juglans Regia, ‘o noce e Benevient’

Albero magico per eccellenza, il noce compare in molti miti e leggende. Già il suo nome scientifico, Juglans regia, rimanda alla regalità di un albero consacrato al sommo degli dei olimpici: Juglans è una contrazione dell’espressione latina Jovis glans, ovvero “ghianda di Giove”. La sua “genealogia” mitologica, però, non finisce qua. Conosciuto come Karià in greco, il noce è legato anche alle figure di Dioniso e di Afrodite Cariatide. Secondo il mito Dioniso, ospite presso Dione, re della Laconia, si innamorò di Caria, la più giovane e bella figlia di lui. Ma le due sorelle maggiori, Orfe e Lico, si intromisero e Dioniso, indispettito, le tramutò in rocce. La giovane Caria si rattristò profondamente per la loro sorte e poco tempo dopo ne morì. Avendola amata tanto, Dioniso decise di trasformarla in un bellissimo Noce. L’annuncio della morte di Caria fu dato da Artemide e i Laconi, grati, le eressero un tempio e al suo ingresso posero delle statue scolpite in legno di noce che raffiguravano delle figure femminili, le “Cariatidi”.

Un albero di noce, nel territorio di Santa Maria a Toro (Benevento)

Albero dalla duplice “luce”, è stato sempre considerato malvagio e funesto, ma anche fecondo produttore di frutti nutrienti e gustosi, nonché dispensatore di efficaci rimedi. Non ci si può addormentare sotto un albero di noce, pena un gran mal di testa al risveglio! Tuttavia era considerato da Paracelso un rimedio eccellente per tutti i disturbi della testa, compresa la pazzia. È l’albero delle streghe e dei demoniaci sabba, che si celebravano sotto il noce di Benevento, ma è anche albero solare che aiuta l’uomo a giungere alla “intelligenza del cuore”.

Albero potente e finanche pericoloso, oppure innocuo e maestoso abitante delle nostre campagne? Decisamente la sua presenza in così tante narrazioni tradizionali fa sorgere un po’ di interrogativi. Da pensarci su, possibilmente sorseggiando un delizioso nocino, preparato con le noci acerbe rigorosamente raccolte durante la notte tra il 23 e il 24 giugno, la più magica di tutte le notti…

a cura di Pierluigi Campidoglio, socio ordinario di Verehia

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